top of page

Glicemia: perché misurarla non ti sta proteggendo dal diabete

Quando si parla di prevenzione del diabete, quasi tutti guardano al solito valore: la glicemia. È uno degli esami più richiesti, uno dei più commentati, e uno dei più fraintesi. La verità, però, è scomoda: la glicemia a digiuno non solo è inutile per la prevenzione precoce del diabete di tipo 2, ma può essere addirittura pericolosa, perché ti dà un falso senso di sicurezza.


Vediamo insieme perché, e soprattutto qual è l'esame che dovresti davvero fare.



Come si sviluppa davvero il diabete di tipo 2


Il diabete di tipo 2 è una malattia metabolica causata principalmente dal consumo cronico di zuccheri — sia semplici (dolci, frutta) che complessi (pane, pasta, cereali, verdure amidacee). Ogni volta che mangiamo carboidrati, facciamo alzare pericolosamente la glicemia. Per proteggerci dai danni dell'eccesso di glucosio nel sangue, il pancreas produce insulina: l'ormone che "apre le porte" delle cellule e permette al glucosio di passare dal circolo ematico ai tessuti.


Quando i picchi glicemici sono costanti e ripetuti, fegato e muscoli si saturano di glicogeno e smettono di rispondere all'insulina. Il pancreas così reagisce producendone sempre di più, in un circolo vizioso che si protrae per anni, silenziosamente. Il glucosio in eccesso allora finisce principalmente nelle cellule adipose facendoci ingrassare, e l'iperinsulinemia

diventa cronica.


Solo quando il pancreas è ormai esaurito e non riesce più a produrre insulina sufficiente a tenere sotto controllo la glicemia, questa inizia finalmente a salire. Ed è solo a quel punto che si parla di diabete conclamato.




Il problema è chiaro: la glicemia alta arriva alla fine del processo, non all'inizio.





Il problema con la glicemia come esame preventivo


Ecco il punto cruciale che troppo spesso viene ignorato: durante la fase di pre-diabete, che può durare anni, la glicemia resta perfettamente normale. L'unica cosa che aumenta in questo lungo periodo è la quantità di insulina necessaria a mantenerla stabile.


Ho visitato parecchi pazienti prediabetici, rassicurati da un buon valore di glicemia che non si rendevano conto di essere a un passo dallo sviluppare un diabete conclamato.


Usare la glicemia per fare prevenzione è quindi un errore metodologico di fondo. Non ci dice nulla sullo stato reale del nostro metabolismo finché la situazione non è già seriamente compromessa.



Nemmeno l'emoglobina glicata è affidabile

Forse a questo punto ti chiedi: "E l'emoglobina glicata? Non è più precisa?" Purtroppo no, almeno non per la prevenzione.


L'emoglobina glicata misura la percentuale di emoglobina a cui si è attaccato il glucosio negli ultimi tre mesi, riflettendo la glicemia media nel periodo. Sopra il 5,7% si parla di prediabete, sopra il 6,5% di diabete. Sembra affidabile, ma nasconde una trappola.


Il suo valore dipende infatti non solo dalla glicemia, ma anche dalla vita media dei globuli rossi, che varia da persona a persona:


- Una persona sana e sportiva ha globuli rossi longevi, esposti più a lungo al glucosio, e può avere una glicata elevata in modo del tutto fisiologico.

- Un diabetico conclamato può avere globuli rossi molto danneggiati, con vita breve e scarsa glicazione, risultando in una glicata apparentemente normale.


Il risultato? Un esame che in molti casi crea preoccupazioni o rassicurazioni infondate.



L'esame che dovresti davvero fare: l'insulina a digiuno


L'esame più importante per la salute metabolica — e il più sottovalutato — è l'insulina a digiuno. Come abbiamo visto, è l'insulina a cambiare per prima durante lo sviluppo del diabete, molto prima che la glicemia si alzi. Per questo misurarla ci consente di intercettare il problema anni in anticipo.


Un livello basso di insulina a digiuno, abbinato a una glicemia normale, indica che il pancreas lavora in modo efficiente e che i tessuti rispondono correttamente. È un segnale di salute metabolica reale.

Attenzione però ai valori di riferimento: il range indicato nei referti di laboratorio è tipicamente tra 2 e 25 µU/mL — valori basati sulla media di una popolazione che spesso include persone già metabolicamente compromesse. I valori davvero ottimali sono molto più bassi: tra 2 e 5 µU/mL.


Un'insulina alta, anche in assenza di asterischi nel referto, è un segnale d'allarme che non va ignorato. L'iperinsulinemia, infatti, è associata a una lunga serie di problemi: aumento di peso, steatosi epatica, ipertensione, infiammazione cronica, squilibri ormonali, aumento del rischio cardiovascolare e persino una maggiore proliferazione delle cellule tumorali.


Alcuni segni dermatologici possono far sospettare livelli elevati di insulina ancora prima degli esami:













colorazione scura della pelle a livello delle pieghe di collo, ascella o inguine (acantosi nigricans), e la presenza di piccole escrescenze scure nella zona del collo (fibromi penduli).





Cosa fare se l'insulina è alta


Se scopri di avere un'insulina elevata, hai a disposizione due strategie molto efficaci:


1. Dieta chetogenica: eliminare gli zuccheri dalla dieta è la soluzione più diretta. In tempi brevi, i tessuti tornano a rispondere correttamente all'insulina, e in molti casi è possibile migliorare anche situazioni di diabete già conclamato.


2. Digiuno intermittente: un'alternativa valida che permette alle cellule di consumare il glicogeno accumulato, ripristinando la sensibilità all'insulina senza necessariamente stravolgere la composizione dei pasti.


In ogni caso è fondamentale affidarsi a un medico o nutrizionista esperto per evitare pericolose ipoglicemie, in particolare se si stanno assumendo farmaci per il controllo della glicemia.


Conclusione


La glicemia non è un esame inutile in assoluto: è utile per diagnosticare un diabete conclamato e per gestire la terapia nel paziente diabetico e per definire nel dettaglio la resistenza insulinica. Ma come strumento di prevenzione precoce è inaffidabile e può darci false rassicurazioni molto pericolose.


Se vuoi davvero proteggere la tua salute metabolica, chiedi al tuo medico di misurare l'insulina a digiuno. Se il tuo medico è restio perché la glicemia è normale, insisti — o rivolgiti a uno specialista privatamente. La tua salute vale quella conversazione.














Bibliografia:

  1. Varvel SA, Voros S, Thiselton DL, Pottala JV, Dall T, Warnick GR, McConnell JP, Ghaedi L, Sasinowski M, Graham T. Comprehensive biomarker testing of glycemia, insulin resistance, and beta cell function has greater sensitivity to detect diabetes risk than fasting glucose and HbA1c and is associated with improved glycemic control in clinical practice. J Cardiovasc Transl Res. 2014 Aug;7(6):597-606. doi: 10.1007/s12265-014-9577-1. Epub 2014 Jul 29. PMID: 25070680; PMCID: PMC4137169.

  2. Hughes EK, Brady MF, Rawla P. Acanthosis Nigricans. [Updated 2023 Aug 11]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2026 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK431057/Tamega Ade A, Aranha AM, Guiotoku MM, Miot LD, Miot HA. Associação entre acrocórdons e resistência à insulina [Association between skin tags and insulin resistance]. An Bras Dermatol. 2010 Jan-Feb;85(1):25-31. Portuguese. doi: 10.1590/s0365-05962010000100003. PMID: 20464083.

  3. Varvel SA, Voros S, Thiselton DL, Pottala JV, Dall T, Warnick GR, McConnell JP, Ghaedi L, Sasinowski M, Graham T. Comprehensive biomarker testing of glycemia, insulin resistance, and beta cell function has greater sensitivity to detect diabetes risk than fasting glucose and HbA1c and is associated with improved glycemic control in clinical practice. J Cardiovasc Transl Res. 2014 Aug;7(6):597-606. doi: 10.1007/s12265-014-9577-1. Epub 2014 Jul 29. PMID: 25070680; PMCID: PMC4137169.

  4. Zhou S, Dong R, Wang J, Zhang L, Yu B, Shao X, Bai P, Zhang R, Ma Y, Yu P. Red Blood Cell Lifespan < 74 Days Can Clinically Reduce Hb1Ac Levels in Type 2 Diabetes. J Pers Med. 2022 Oct 19;12(10):1738. doi: 10.3390/jpm12101738. PMID: 36294877; PMCID: PMC9604792.

  5. Lippi G, Montagnana M, Salvagno GL, Franchini M, Guidi GC. Glycaemic control in athletes. Int J Sports Med. 2008 Jan;29(1):7-10. doi: 10.1055/s-2007-964898. Epub 2007 Jul 5. PMID: 17614026.

  6. Skow SL, Jha RK. A Ketogenic Diet is Effective in Improving Insulin Sensitivity in Individuals with Type 2 Diabetes. Curr Diabetes Rev. 2023;19(6):e250422203985. doi: 10.2174/1573399818666220425093535. PMID: 35469570.

  7. Lu L, Chen X, Liou S, Weng X. The effect of intermittent fasting on insulin resistance, lipid profile, and inflammation on metabolic syndrome: a GRADE assessed systematic review and meta-analysis. J Health Popul Nutr. 2025 Aug 18;44(1):293. doi: 10.1186/s41043-025-01039-2. PMID: 40826125; PMCID: PMC12363089.


 
 
 

Commenti


bottom of page